Maniachouse ha scritto:ieri ho parlato con un responsabile della ditta che mi fornisce la gran parte delle resine, siliconi e
altri materiali per la stampa e non, tra i quali anche il polistirene a fogli sottili.
la sua risposta è stata molto semplice e diretta.
<<come fai a sapare quando la temperatira passa da non nociva a nociva? quindi è meglio evitare contatto con fiamme
libere o attrezzi senza un controllo diretto sulla temperatura.
questo naturalmente non impedisce di utilizzare il filo a caldo, meglio se presente un potenziometro per il controllo del
calore.
naturalmente il polistirolo conviene sempre lavorarlo in ambienti ampi o/e ventilati>>
questo quanto mi è stato riferito.
Maniac...

a me personalmente, non mi persuade molto
come curiosita' sarebbe da capire se parli di un responsabile produttivo di una ditta che fabbrica il polistirene, o se parli di un commerciante di un distributore di prodotti per belle arti..per esperienza lavorativa, quando tratto su argomenti tecnici/scientifici con altre aziende, ho imparato a prendere con le pinze, considerazioni tecniche di personale che non ha le competenze specifiche.
comunque, andando nel merito, di che emissioni parliamo? di che componenti chimici e sopratutto in che quantita'?
perche' pure il legno che brucia emette composti nocivi..(e allora niente piu grigliate?)
ovvero, qua si sta guardando la questione nel modo sbagliato..secondo me.
parlando in generale, tante volte la confusione scientifica su questo o quell'argomento, che poi causa paure o false certezze e' data dal fatto che spesso non si considera che una cosa va valutata con le corrette proporzioni numeriche e nel corretto contesto.
per esempio dire che una cosa emette radiazioni, e' per la persona comune un male...invece ogni cosa emette radiazioni..saremmo morti se questo non avvenisse..e' tutta una questione di tipologia e di quantita'.
fare un falo' nella propria camera, per smaltire lastre di polistirene, chiaramente non e' una buona idea.
e' corretto quindi dire, che bruciare il polistirene, nonostante esso si accartocci, scomparendo in maniera cosi simpatica (un
po come un gioco) puo' essere non salutare.
ma contestualizziamo..diamo delle proporzioni..se non si fa questo, si puo arrivare a conclusioni scientificamente errate.
non si puo estrapolare una conclusione, e applicarla ovunque..benche' i mass-media trattino le cose scientifiche cosi..non e' scientifico..
gli studi scientifici su cui sono basate le normative edilizie, hanno reputato che in caso di incendio il polistirene con cui sono letteralmente imbottiti gli edifici, non emette piu sostanze tossiche del resto dei materiali che bruciano, (anzi volumetricamente ne emette meno)
per capirci un divano che brucia, probabilmente e' piu nocivo.
si puo obiettare che stare in mezzo ad un incendio, o bruciar divani non ci capita di frequente..
pero gia ci fa contestualizzare di che grado di tossicita' stiamo parlando..
inoltre in un incendio bruciano interi metri cubi di polistirene, ( nessuno quando vede un palazzo che brucia urla..diavolo e' pieno di polistirene scappiamo)..
invece quando usiamo il filo a caldo, la quantita' di polistirene che andiamo davvero a bruciare, e' un mini-cilindro dal diametro dello spessore del filo, ovvero qualche centesimo di millimetro di materiale...e il taglio non e' nemmeno istantaneo..ovvero le emissioni sono distribuite lungo tutto il tempo del taglio, che avendo l'accorgimento di stare in una zona aerata rendono la concentrazione ancora piu irrisoria.
insomma per il modellista hobbysta che usa lo strumento qualche volta a settimana, per me il problema non esiste.
se invece uno ci lavora 8 ore al giorno, ci sono delle soglie di emissioni (ci sono normative precise a riguardo) che e' bene rispettare (che dubito per tagli di una sola persona si raggiungano..a meno di lavorare in un cubicolo) e poi si entra anche in altri discorsi..ci sono operai in fabbriche perfettamente a norma di legge, che comunque devono convivere con odori di materie plastiche abbastanza fastidiose..chiaro che se non e' necessario uno ne fa a meno volentieri.
PS
se uno usa un accendino, chiaramente va a moltiplicare centinaia di volte la quantita' di materiale bruciata per unita' di tempo (basta fare il conto del volume dato da un tratto di filo, con volume che sparisce sotto la fiamma dell'accendino..), quindi chiaramente il fenomeno diventa piu rilevante.
che avere come hobby bruciare polistirene tutto il giorno con l'accendino in ambiente chiuso, sono daccordo anche io, che non e' un toccasana.
pero' non e' che per scongiurare questa pratica, (che comunque non e' mortale) bisogna demonizzare il filo a caldo.